Il turismo nautico sulla Penisola già impatta per miliardi di euro, rivolgendosi a un’ampia fetta di turisti, spesso alto spendenti. E che può crescere ancora molto come il Giornale della Vela e Barche a Motore sostengono da sempre.
Turismo nautico. Se ne sono accorte anche le istituzioni?
Se ne sta accorgendo finalmente anche l’industria italiana delle vacanze: in occasione della principale fiera nazionale del settore – TTG Travel Experience di Rimini – andata in scena a metà ottobre, è stato infatti per la prima volta organizzata un sezione espressamente dedicata al turismo in barca.
Non solo stand e presenze di operatori e addetti ai lavori ma anche quattro dettagliati convegni sul turismo nautico che hanno visto proprio la moderazione da parte de il Giornale della Vela e di Barche a Motore e al principale dei quali ha partecipato, insieme ad altre autorità del comparto, anche il Ministro del Turismo Daniela Santanchè. Un primo importante riconoscimento per un settore, quello appunto del turismo nautico, nel quale l’Italia è leader: sono stati nel 2023 più di 3 milioni di persone a fare vacanze in barca in Italia, spendendo sul territorio oltre 6 miliardi di euro. Se l’industria nautica è allora un’eccellenza riconosciuta nel mercato mondiale del cruising, è giunto il momento di dare il giusto valore anche al mondo del diporto.
Anche perché, lo dicono ancora i numeri, il turistica nautico è un turista speciale, pregiato: e che soprattutto porta al territorio e al travel una spesa media giornaliera che è in media di 150 euro al giorno. Quasi il doppio ad esempio degli 85 euro che in media spendono i vacanzieri che sbarcano dalle navi da crociera, segmento di turismo oggi tanto celebrato ma molto più impattante del diporto. Ma c’è di più: le ricerche stimano che in dieci anni, con la presenza di un piano di interventi coordinati, magari a livello istituzionale, il fatturato del turismo nautico in Italia potrebbe quasi raddoppiare arrivando a oltre 10 miliardi di euro (+70%). Avvicinandosi finalmente anche ai “risultati” di altri Paesi mediterranei – come ad esempio Spagna e Croazia – che oggi sono davanti all’Italia per qualità dell’offerta e fatturato.
Turismo nautico da spingere
In Italia finalmente il Ministero del Turismo ha inserito il turismo nautico nel suo Piano Strategico 2023-2027 anche per cercare finalmente di definire una via italiana allo sviluppo del turismo nautico. “Valorizzare il turismo nautico in Italia – ha spiegato a margine dei molto partecipati eventi andati in scena a Rimini, Francesco Di Filippo, vicepresidente di Assonautica Italiana – oggi in particolare vuol dire proprio riconoscere quel valore economico unico che offre la nautica da diporto, grazie alla quale porti turistici e approdi diventano vere strutture ricettive turistiche.
Oltre che finalmente raccontare che si tratta di un vero segmento turistico già molto presente, nel quale gli operatori nautici devono diventare operatori di servizi turistici. Tutto questo disegno è stato il motore che ha portato alla nascita del progetto di promozione del turismo nautico intitolato ‘L’Italia Vista dal Mare – Scopri dove ti porto’, la cui realizzazione è stata affidata ad Assonautica nell’ambito del Piano di promozione predisposto tra Ministero del Turismo, Regioni e Province autonome, in collaborazione con ENIT. È un concept che nasce proprio per promuovere porti e approdi turistici come punti di accesso comodi e insieme utili alla scoperta dei territori circostanti ai marina”.
Un lavoro che oggi poi è certo da affinare, ben sapendo che i turisti di tutto il mondo sono a caccia di vacanze che siano soprattutto esperienze da ricordare, visitando magari luoghi famosi – e l’Italia è in cima alle classifiche della World Tourism Organization da anni come meta prediletta dai viaggiatori di tutto il globo – nei quali poter fare qualcosa di unico. E la vacanza in barca è già di per sé qualcosa di speciale e affascinante. Gli esempi già oggi non mancano: è il caso del boom delle Cinque Terre dove i turisti (stranieri) fanno file infinite per fare esperienze di vacanza anche solo giornaliere ma ritenute, giustamente, senza uguali.
Turismo nautico da raccontare
Non bisogna poi nemmeno dimenticare che c’è turismo e turismo, oggi che uno dei temi più dibattuti nell’industria del travel è quello del cosiddetto “overtourism”. Ovvero l’invasione di ospiti e viaggiatori nelle località turistiche più belle, ma che per le sue caratteristiche di fenomeno di massa più che portare benefici economici porta confusione e consuma le risorse naturali (soprattutto) e artistiche.
E invece l’Italia dovrebbe diventare una destinazione privilegiata, anche da questo punto di vista, per un turismo alto spendente, com’è soprattutto quello straniero, anche se non solo ovviamente.
Così infatti, anche nell’ambito del progetto ministeriale e regionale ‘L’Italia Vista dal Mare – Scopri dove ti porto’, sono stati inseriti nel portale ufficiale del turismo italiano – Italia.it – 30 itinerari nautici, “dal porto all’entroterra” che nascono proprio per spronare il turista e visitare la Penisola arrivando via mare ma poi godendone tutte le tante bellezze anche a terra. Definiti su base regionale, d’altronde lo Stivale ha quasi 8.000 chilometri di coste da offrire al diporto quasi tutte ricche di bellezza, sono ovviamente solo la punta dell’iceberg dell’offerta che la destinazione Italia può offrire al turista nautico.
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Le basi insomma, istituzionali e non solo, questa volta ci sono: l’occasione va davvero colta e non gettata al vento.
Fonte: estratto da ilgiornaledellavela.com